– parole + radici

Seguo con interesse e ammirazione gli interventi “radicali” (nel senso di andare alla radice dei problemi) della professoressa Elena Granata, urbanista, anche se definirla così è forse riduttivo. Le sue riflessioni possono offrire spunti preziosi anche per i paesi di piccole e medie dimensioni.

Ne ho avuto conferma leggendo un suo recente articolo dedicato al tema delle aree interne. Due passaggi mi sembrano particolarmente significativi per la Val Bormida (che si estende su quattro province: AL, AT, CN e SV), territorio di cui mi occupo con la Rete di imprese Val Bormida Experience.

Da un lato, Granata invita a considerare la varietà e la biodiversità territoriale come una ricchezza che va ben oltre le narrazioni turistiche o le sagre estive.
Dall’altro, propone un vero e proprio rovesciamento semantico e culturale: guardare all’Italia delle aree interne non come a luoghi di abbandono e sacrificio necessario, ma come spazi di possibilità.

Il richiamo a Franco Arminio è perfetto. Poeta e paesologo, con il suo osservatorio “speciale” di Bisaccia in Irpinia ci ricorda il valore di chi sceglie di prendersi cura dei luoghi in cui ha le proprie radici. Una sensibilità che non appartiene né agli “stranieri” facili all’innamoramento, né ai mestieranti del turismo con soluzioni standardizzate, di passaggio come meteore.

Esiste però un’altra categoria di professionisti: quelli che non si limitano a spendere il proprio tempo, ma lo investono, trasferendosi nei territori non solo per un incarico ma per integrarsi davvero nella vita della comunità.

Il mio privilegio è lavorare con una persona così: Otto Bugnano, direttore generale di Fondazione Matrice ETS, che ha scelto Bistagno (AL) come base per essere vicino a tanti paesi. Tra questi Castelletto Uzzone (CN), dove sta crescendo un progetto straordinario, la Banca del Fare, e Monastero Bormida (AT), dove la collaborazione con il sindaco Luigi Gallareto – uno dei più preparati e brillanti che io abbia incontrato – è sempre fonte di visione e ispirazione.

Un altro punto sollevato da Granata riguarda l’importanza di istituzioni diffuse come la Chiesa. Proprio Gallareto, in un recente incontro con Sabrina Lucatelli (Riabitare l’Italia, SNAI) facilitato da Otto Bugnano, ha condiviso una considerazione interessante. Negli ultimi 15 anni la Val Bormida ha fatto passi avanti: crescita turistica e culturale, digitalizzazione (la banda ultra larga è arrivata in gran parte dei comuni con il PNRR) e, soprattutto, una nuova “compartecipazione di comunità” in valle.

Quest’ultima è nata dalla carenza di sacerdoti e dalla conseguente creazione di unità pastorali (due preti per sette parrocchie, ad esempio). Una condizione che ha spinto i paesi a incontrarsi, collaborare, uscire da logiche di cortile. Emblematico il caso dei campi estivi condivisi da bambini di località diverse.

Compartecipazione è una parola bella e densa: significa prendere parte, agire insieme. È il coinvolgimento attivo dei cittadini nella gestione, nello sviluppo e nel benessere della comunità, quella in cui si nasce, ma anche quella che si sceglie e che accoglie.

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Leggi Elena Granata https://www.linkedin.com/posts/elena-granata-37598b33_editoriale-comunit%C3%A0-e-memoria-la-geografia-activity-7366708432818700288-otBJ?utm_source=share&utm_medium=member_ios&rcm=ACoAAAPdg0wBcS6zKf_JL526kJ3NaFo3cfx-_q8

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