È ironica, cinica, stronza e fin dalle prime righe del romanzo è lei che maneggia le chiavi di lettura dei vari personaggi e delle situazioni, con il suo tono disturbante.
il blog di Liana Pastorin
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È ironica, cinica, stronza e fin dalle prime righe del romanzo è lei che maneggia le chiavi di lettura dei vari personaggi e delle situazioni, con il suo tono disturbante.

L’emergenza Coronavirus e le regole per gestire la nuova normalità usano parole forse corrette, ma sicuramente fastidiose. È possibile cambiarle con sinonimi o comunque con termini simpatetici? Un inutile esercizio di stile? Può essere, ma, se distanza deve essere, almeno che sia poetica.

Da una sfida con me stessa: volevo scrivere un racconto circolare con un finale aperto, spiazzante.
Avevo in mente un’architettura, non ancora i dettagli della storia.
La struttura era così convincente, che ho potuto conservarla nella memoria a lungo prima di scrivere il testo, basato sul tema dell’inganno.