Direttamente dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce, un raggio di sole: attenti a non diventare ciechi…!
il blog di Liana Pastorin
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Direttamente dall’Archivio Storico dell’Istituto Luce, un raggio di sole: attenti a non diventare ciechi…!

Non è un déjà vu. Succedeva trenta, quaranta, cinquant’anni fa: mutuo soccorso tra vicini di casa, pianerottoli con gli stessi zerbini alle porte per un senso di ordine, cortili puliti e popolati da bambini gioiosi, meglio che al dopo scuola. Spazi comuni accoglienti, come è capitato durante il lock down.

Vivere e lavorare a Viareggio è come essere sempre dentro al Carnevale? Forse. Luca Landi trasferisce colori, la passione e l’allegria con garbo e maestria nelle sue composizioni. E, per il Carnevale della sua città, realizza un piatto dedicato ogni anno.

…per rendersi conto di essere capace di respirare, dovette staccarsi dalla terra e aprire la bocca non per parlare, ma per sentire e ricominciare a vivere.

Le donne scrivono diari?
Francesca e Vittoria sì, scrivono diari da sempre: due generazioni in coda per fare la spesa.

Ospiti di questa puntata:
Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese, interpreta e legge alcune pagine de “Il mestiere di vivere”, il diario di Cesare Pavese (1935 – 1950).

L’emergenza Coronavirus e le regole per gestire la nuova normalità usano parole forse corrette, ma sicuramente fastidiose. È possibile cambiarle con sinonimi o comunque con termini simpatetici? Un inutile esercizio di stile? Può essere, ma, se distanza deve essere, almeno che sia poetica.

Da una sfida con me stessa: volevo scrivere un racconto circolare con un finale aperto, spiazzante.
Avevo in mente un’architettura, non ancora i dettagli della storia.
La struttura era così convincente, che ho potuto conservarla nella memoria a lungo prima di scrivere il testo, basato sul tema dell’inganno.

Ho aspettato che Alessandro Gavagna si rimettesse in piedi, nel vero senso della parola, dopo un incidente che l’aveva messo fuori dalla cucina per molto tempo. Ne è valsa la pena, anche per sentirlo raccontare di quella volta che a 5 anni…

Marta Grassi ha il potere di quelle minuscole creature delle fiabe che vivono con estrema disinvoltura la loro essenza umana, fragile e sensibile, e quella magica, potente e creativa, risultando ai nostri occhi dei giganti. Riuscite a immaginare le piccole veloci dita che danno forma ai sensi?