MIRRORMOOD è un modello di animazione territoriale che ho messo a punto nel corso di incontri con operatori turistici. Il metodo si declina rispetto alla specificità dei luoghi e alla varietà della partecipazione, arricchendosi ogni volta di nuove suggestioni. Oltre a ristoratori, albergatori, pro loco, chi fa accoglienza e chi gestisce attività turistiche, a seconda delle circostanze, è gradita anche la partecipazione della comunità locale allargata a portatori di interesse, amministratori, scuole, ecc.

Obiettivo di MIRRORMOOD è favorire la reciproca conoscenza tra gli operatori e la condivisione di una strategia comune di valorizzazione locale. Divisi in gruppi (meglio se eterogenei per tipologia di occupazione e per localizzazione della sede), gli operatori turistici affrontano alcune semplici prove, che mirano a mettere sul tavolo esempi riconosciuti di attrattività sia per i residenti che per i turisti. Quindi, partendo dal confronto sulle proprie attività, gli operatori disegnano ex novo o riempiono mappe mute: restituiscono così la percezione che hanno del territorio in cui operano rispetto a un’area più vasta e assumono consapevolezza del valore turistico dello loro proposte e dell’importanza di fare rete ampliando il proprio raggio di visione e di azione.
Dalle indicazioni geofisiche riportate sulle mappe e dall’individuazione di luoghi (ma anche attività/esperienze) a cui gli operatori conferiscono l’appellativo “di valore”, “imperdibile”, “accogliente” o “del cuore”, MIRRORMOOD costruisce atlanti emotivi, mappe di comunità, carte sentimentali dei luoghi da affidare a chi fa narrazione, promozione o promo-commercializzazione dei territori.
