#DestinazioneLuna

Tra il 2001 e il 2010, l’Agenzia spaziale russa ha portato nello spazio sette clienti paganti. Il primo turista spaziale pare essere stato il milionario americano Dennis Tito. Lo stesso signore che nel 2022, ultra ottantenne, ha prenotato per sé e la moglie due posti sulla navicella di SpaceX. Molti vogliono fare l’esperienza di partecipare alla missione Dearmoon: affrettatevi a mandare la vostra candidatura! Il primo ad accaparrarsi il viaggio nel 2018 è stato il miliardario giapponese Yusaku Maezawa.

Negli anni 80, mio padre, un giramondo, mi confidò che avrebbe voluto fare un viaggetto destinazione Luna. Ammetto di averlo canzonato. Ero una ragazzina e pensavo “non basta una vita a visitare ogni angolo del mondo: sprecare il tempo per fare un’esperienza lunare è decisamente bizzarro”. 

Ma il turismo spaziale prenderà davvero piede? La domanda suonerà ironica per mancanza di gravità…

Chi è il turista spaziale? Il ricco annoiato dalle mete esotiche che dopo anni di frequentazione le ha cementate facendo costruire il suo resort per i suoi clienti? Oppure è l’insofferente ai compagni di viaggio, che ha già provato l’avventura in barca, la scalata e il giro in bici del mondo rigorosamente in solitaria e ora tenta una nuova via di fuga?

Per soddisfare il turista spaziale e la sete di autenticità, non potremo contare sulla disponibilità di abitanti lunari, perché, se è vero che sono stati avvistati esseri alieni a più riprese sulla Terra, a loro piace un sacco il nostro pianeta e sarà più facile incontrarli in Valle Bormida, là dove i calanchi ricordano forme lunari.

Certo un buon destination manager e un buon tour operator interessati alla Luna sanno interrogarsi e individuare il vero scopo del viaggio. In caso contrario, possono chiedere aiuto ad Astolfo che sulla Luna ci è andato per fare una commissione per Orlando, il favore di recuperare il senno che aveva perso. Lo scopo, quindi, potrebbe essere scoprire il luogo dove si accumula tutto ciò che viene perso sulla Terra, a cominciare dalle lacrime e i sospiri degli amanti. Basterebbe allora ad abbandonare le mete romantiche! E risolveremo una volta per tutte l’overtourism a Venezia spedendo coppie di turisti sulla Luna.

E se invece, con i piedi per terra, vogliamo lavorare a rendere attrattiva una destinazione turistica italiana, pensiamo come Ariosto alle cause che a volte fanno smarrire l’obiettivo, perdere il senso (e a volte pure il senno), l’anima di quel particolare luogo, rendendolo una meta anonima: “si perde o per nostro diffetto, o per colpe di tempo o di Fortuna”. Sulle nostre manchevolezze possiamo lavorarci; il tempo possiamo imparare a gestirlo; la fortuna… la fortuna aiuta gli audaci!

Che cos’avrà la Luna più della Terra per essere diventata così richiesta? È molto simile, con altri laghi, altri fiumi, altre campagne ma lì, ci dice il caro Ariosto, ma là regna una certa stabilità che qui da noi non è facile trovare.

C’è una morale? Dovremmo forse curare una certa follia nel turismo terrestre, prendere in carico le responsabilità di scelte eticamente scorrette e sperimentare nuove forme di coinvolgimento delle comunità? Oppure, potenziamo il business del turismo spaziale e non pensiamoci più!

Oggi nuove agenzie fanno a gara per accaparrarsi turisti spaziali. Ovviamente SpaceX, ma anche Virgin Galactic, Blue Origin, Orion Span, Boeing, Galactic Suite Space Resort, The Golden Spike Company, XCOR Aerospace.

Chissà se sulla destinazione Luna ci stanno lavorando destination manager, architetti e paesaggisti…

Ma attenzione a non correre il rischio di portare sulla Luna orde di distratti scolari e maleducati turisti!

«Se hai deciso anche tu di partire, evita i mesi del caldo. Noi la sciocchezza l’altr’anno la facemmo a partire proprio per Ferragosto: un inferno. Dieci chilometri prima della Luna tutti fermi in fila, ad aspettare i timbri. Sei ore. C’era un tipo che timbrava, calmo, e tre che stavano a guardare, sembrava un ufficio postale italiano. E una volta arrivati, bello quanto vuoi, non eviti la delusione. È la Luna, che ti aspettavi?, sembra di stare in montagna. Pieno di turisti che si levano i pesi per saltare e volare» (Ennio Flaiano)

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